Fitness senza barriere nella prima palestra inclusiva

  • Fitness senza barriere nella prima palestra inclusiva

Aperta nel 2010 all’interno del Palaindoor, è gestita dell’associazione Disval e attrezzata con macchinari a doppio uso che si adattano anche alle persone con disabilità, acquistati grazie al contributo di Inail e Regione. L’obiettivo, oltre al benessere fisico, è creare momenti di integrazione tra disabili e normodotati.

La palestra inclusiva di Aosta

AOSTA – Fitness e non riabilitazione. Inclusione e non divisione. Questi gli ingredienti alla base del successo della “palestra inclusiva”, dotata di attrezzi a doppio uso che si adattano anche alle persone con disabilità, aperta nel 2010 ad Aosta, nel Palaindoor di corso Lancieri, grazie al preparatore atletico Giorgio Bus e a Egidio Marchese, presidente dell’associazione Disval (Disabili sportivi valdostani) e campione paralimpico di curling.

 

“L’idea nata durante le Paralimpiadi di Vancouver”. “L’idea di realizzare una palestra fatta a misura di disabile, ma aperta a tutti, è nata durante le Paralimpiadi di Vancouver – racconta Marchese – In quell’occasione, infatti, mi sono reso conto che c’erano dei macchinari a doppio uso che permettevano ai disabili di agganciare il seggiolino e avvicinarsi con la sedia a ruote, senza particolari difficoltà. Abbiamo quindi stilato un progetto che avesse come obiettivo l’integrazione tra soggetti disabili e normodotati e, grazie al cofinanziamento dell’Inail e della Regione, abbiamo acquistato le attrezzature della Tecnogym. L’intervento dell’Inail è stato molto importante, perché questi macchinari hanno costi molto elevati e dobbiamo sostenere delle spese mensili, mentre l’utilizzo della palestra è semigratuito”.

 

“Può accogliere anche chi ha problemi psichici”. Finora sono circa 850 le persone, tra normodotati e disabili, che hanno scelto di frequentare questa nuova palestra. Un numero significativo per una realtà come quella della Valle D’Aosta, che oggi è la prima regione in Italia ad aver inaugurato una struttura che guarda anche all’inclusione. “Oltre al benessere fisico, quello dell’inclusione è un aspetto che non deve essere trascurato – sottolinea il presidente della Disval – Fino al varo di questa struttura, infatti, troppo spesso ci sono mancati momenti di integrazione, come l’andare in palestra con i nostri familiari o con gli amici”. L’area ospitata all’interno del Palaindoor, inoltre, è allestita in modo da poter accogliere persone che hanno anche disabilità più complesse. “Non solo motorie, ma anche psichiche – precisa Marchese a questo proposito – seguite da istruttori molto preparati”.

 

Gran Bretagna e Stati Uniti i Paesi più “inclusivi”. Al Palaindoor le persone con disabilità non fanno riabilitazione ma attività fisica e il valore aggiunto è rappresentato proprio dallo sviluppo di questo filone di attività che puntano sull’integrazione. Un filone che alcuni Paesi europei stanno portando avanti da tempo nei loro programmi per i disabili. “All’estero si sta puntando da anni sulla possibilità di fare attività fisica utilizzando degli strumenti che siano inclusivi, ossia che diano la possibilità alle persone con disabilità di andare oltre la riabilitazione – conferma Roberto Coda Zabetta, responsabile della divisione professional di Johnson Health Teach Italia – Gran Bretagna e Stati Uniti, in particolare, sono molto sensibili all’allestimento di questo tipo di palestre e da anni utilizzano attrezzi come il Krankcycle, una macchinario che permette di condurre un’attività molto simile allo spinning con la parte superiore del corpo, indipendentemente dal fatto che la persona abbia o meno la possibilità di utilizzare anche la parte inferiore”.

 

“Nelle strutture italiane manca personale qualificato”. “Nel nostro Paese non sono pochi i centri che utilizzano macchine inclusive – precisa Coda Zabetta – ma spesso il titolare della palestra non è a conoscenza di eventuali finanziamenti europei per renderla inclusiva. Mancano, per esempio, istruttori qualificati o persone laureate in scienze motorie che siano in grado di integrare persone con diverse capacità nella stessa classe. Progetti come questi, invece, incontrano il favore di tutti, anche perché non dobbiamo dimenticare che, con circa 600 milioni di abitanti, quella dei disabili è la terza ‘nazione’ del mondo”.

 

(Anna Di Russo)

 

(27 gennaio 2014)

Fonte:

https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/news-ed-eventi/news/ucm_117510_ad_aosta_fitness_senza_barrie.html

http://www.superabile.it/web/it/REGIONI/Valle_d%27Aosta/News/info-1600684632.html

https://www.disabiliabili.net/blog/post/7455-aosta-fitness-senza-barriere-nella-prima-palestra-inclusiva

  • Date: 4 Maggio 2018

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